Il turismo responsabile ed ecosostenibile
Leggi un estratto da "Viaggia Green nella Natura" di Chiara Grasso e Christian Lenzi
Che conosciate o meno il concetto di turismo green, una cosa è certa: se state leggendo questo libro è perché, forse forse, la natura vi piace, e molto! È perché a volte preferite un ruscello a un centro commerciale, un cane a un umano in giacca e cravatta e preferite viaggiare e scoprire nuovi odori, invece di guardare un reality show in TV.
Ottimo! Dentro di voi c'è ancora un «uomo preistorico» che cerca di ribellarsi alla civilizzazione (per fortuna).
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Stare nel verde fa bene
Gli esseri umani, pur avendo passato la maggior parte della loro storia evolutiva in mezzo alla natura, adattandosi a essa, purtroppo se ne stanno allontanando sempre di più: secondo il rapporto World Urbanization Prospects 2018 delle Nazioni unite, infatti, nel 2050 quasi il 70% delle persone nel mondo ormai vivrà in zone prettamente urbane o metropolitane e con il passare degli anni la percentuale è in rapido aumento. Curare il design delle città per tutelare il paesaggio naturale diventa dunque fondamentale. Ma non basta.
Sempre più viaggiatori sentono l'esigenza di stare a contatto con la natura, per brevi o lunghi periodi, proprio come noi e voi!
Stare immersi nel verde ci fa stare bene e i dati scientifici lo confermano. Secondo gli scienziati, passare del tempo in natura ci permette di recuperare le energie dallo stress e dall'affaticamento generato dall'eccessiva stimolazione di tutti i nostri sensi a cui siamo sottoposti quotidianamente in città.
Sapevate che passeggiare in un prato di campagna o in un bosco, per esempio, può avere un effetto rilassante, fa bene alla circolazione e aiuta a prevenire le malattie? Inoltre, la contemplazione della natura può avere effetti benefici dal punto di vista psico-emotivo, perché attiva le aree più profonde del nostro cervello, che regolano, tra le altre cose, le sensazioni legate al piacere e al benessere.
Insomma, camminare in un bosco, per il nostro corpo è un po' come fare l'amore!
I viaggi in natura sono inoltre un'ottima soluzione per chi non vuole rinunciare alla vacanza o alla gita fuori porta in un periodo in cui gli spostamenti tra aree geografiche, seppur consentiti, possono diventare più problematici. Passeggiare in un bosco o soggiornare in un camping in riva al lago ci permette di evitare il turismo di massa, scongiurando pericolosi assembramenti.
Nuove frontiere del turismo in natura
Insomma, noi esseri umani per vivere abbiamo bisogno della natura più di quanto immaginiamo. Alla luce di ciò, riferendosi a un turismo che portasse i viaggiatori a immergersi nella natura, alla fine del secolo scorso si iniziò a parlare di turismo ecologico o ecoturismo. Ma il termine è stato ufficialmente riconosciuto solo a partire dalla Dichiarazione del Quebec (Canada) nel 2002.
Negli anni, questo concetto si è ampliato, inglobando elementi diversi del viaggio e oflTrendo una visione d'insieme del turismo. Secondo la Società internazionale dell'ecoturismo (ties) si tratta di:
Viaggi responsabili verso aree naturali che preservano l'ambiente, sostengono il benessere della popolazione locale e implicano l'interpretazione e l'educazione.
Negli ultimi anni, si sono discussi e dibattuti i limiti di mettere al centro dell'attenzione solamente il rispetto della natura e delle popolazioni locali, senza considerare aspetti importanti dal punto di vista economico e sociale.
Per questo, oggi si parla più frequentemente di turismo responsabile, così definito dall'Associazione italiana turismo responsabile (AITR):
Il turismo attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture. Il turismo responsabile riconosce la centralità della comunità locale ospitante e il suo diritto a essere protagonista nello sviluppo turistico sostenibile e socialmente responsabile del proprio territorio. Opera favorendo la positiva interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.
Tuttavia, nonostante la maggior parte dei turisti conosca e apprezzi i principi di un turismo ecologico e sostenibile, secondo il report Gli italiani, il Turismo Sostenibile e l'ecoturismo del 2018, solo il 20% degli italiani dichiara di mettere in pratica le linee guida per viaggiare green. Noi speriamo che, dopo aver letto questo libro, anche voi possiate far parte di questo 20% e, anzi, contribuire all'aumento di questa percentuale!
Avvicinarsi al turismo sostenibile non è un processo uguale per tutti: in alcuni casi è un cammino lungo e in salita, per altri è un percorso più spontaneo e graduale. Noi abbiamo scoperto e abbracciato il turismo sostenibile in modi diversi e per alcuni versi opposti.
Fin da piccola, Chiara ha viaggiato con la sua famiglia, non sempre con modalità sostenibili. Il suo è stato un avvicinamento graduale e lento. Piano piano ha iniziato a rendersi conto di quanto alcune attività stonassero sempre di più con la sua consapevolezza ambientale e sociale, per esempio la visita ai villaggi indigeni, le cavalcate sugli animali selvatici, soggiornare in grandi strutture multinazionali, preferire anche all'estero i ristoranti italiani alle botteghe tipiche.
Si è resa conto spontaneamente di quanto il suo impatto da turista fosse negativo per le popolazioni locali e per l'ambiente del luogo. Ha iniziato così a informare, dedicando tempo ed energie allo studio di queste tematiche fino a specializzarsi e approfondire in modo accademico il turismo sostenibile.
Quello di Christian invece è stato un cambio repentino e drastico. Un giorno, durante uno dei suoi viaggi in solitaria, ha conosciuto il figlio di un pastore spagnolo che gli ha aperto gli occhi sulle conseguenze del turismo di massa sul lavoro e sulla vita della sua famiglia e delle montagne che li ospitavano. Come se improvvisamente una luce avesse illuminato il buio che regnava fino a quel momento.
L'etico-turismo
Durante le nostre esperienze all'estero, i nostri viaggi e i nostri studi, anche noi abbiamo avuto la necessità di coniare un nuovo termine: l'etico-turismo.
Il vero ecoturismo non può essere solo ecologico e sostenibile, ma anche e soprattutto etico, in un'accezione certamente più ampia, che comprenda anche i nostri valori e le nostre coscienze, nei rapporti, non solo con la natura, ma con tutti gli esseri viventi.
Un turismo che non distrugge, ma costruisce. Un turismo che aiuta, che rispetta e migliora la vita delle popolazioni locali e quindi, con la leggerezza ma la potenza d'un battito d'ali di farfalla, indirettamente contribuisce a migliorare l'ambiente e il benessere degli animali, dal fiore all'elefante.
Un turismo che, come in una rete, aiuta e mette insieme i pezzi per creare un mondo migliore. In cui l'obiettivo principale è la conservazione della natura e della cultura del luogo, in cui si condannano ogni forma di utilizzo e maltrattamento di animali, cosi come ogni strumentalizzazione e spettacolarizzazione di popolazioni e culture.
L'etico-turismo che vogliamo condividere con voi si fonda sul valore che un viaggio sia non solo percorso, avventura e contatto con la natura, ma anche momenti di riflessione e di interiorizzazione del vissuto. Perché, prima di essere un viaggio fuori, sia un viaggio dentro di noi.
Il decalogo del viaggiatore green
Le parole chiave sono tre: ridurre, rispettare e contribuire. Infatti, per viaggiare davvero in maniera green dobbiamo:
- Rispettare il mondo animale.
- Rispettare le culture locali.
- Rispettare l'ambiente e la società locale.
- Privilegiare prodotti e cucina locale.
- Ridurre al minimo l'impatto ambientale.
- Preferire mezzi di trasporto sostenibile.
- Avere un approccio rispettoso degli habitat naturali e degli ecosistemi.
- Partecipare alla conservazione e alla salvaguardia del territorio.
- Dare il nostro contributo alla società.
- Rispettare le norme di sicurezza e di igiene.
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